Social trends

L’enorme diffusione dei social network dovrebbe spingere qualsiasi attività di business a dedicare sempre più attenzione e risorse a questi canali, nell’ambito della propria strategia di web marketing. A seconda del mercato e delle specifiche caratteristiche dell’azienda, bisogna progettare e implementare un’adeguata presenza e promozione sulle diverse piattaforme social, a partire da quelle più frequentate (Facebook, Youtube, Twitter, Linkedin, ecc). Ma non basta

Infatti i social network evolvono ad una velocità pazzesca e in continua crescita. Cosi, mentre si struttura e affina una presenza nei canali piu comuni, è indispensabile dare anche un’occhiata all’evoluzione generale, per non rischiare preziosi investimenti di tempo e denaro in direzioni che presto si rivelano poco efficaci, o comunque in declino. A questo proposito, riporto le considerazioni che ritengo piu interessanti tratte dalle dai trend 2016 previsti dal prestigioso magazine Advertising Age.

Intanto, l‘uso di software che bloccano la pubblicità l’anno scorso è cresciuto del 48%, tanto che il 2016 potrebbe vedere il quasi definitivo abbandono degli annunci display sul web. Ciò dovrebbe spingere i brand a utilizzare ancora di più le proprie risorse per comunicare sui social media (o sul cosiddetto “native advertising”).

Interessante notare anche che, mentre gli utenti di Facebook postano sempre meno, sta esplodendo l’uso delle piattaforme di messaggistica (WhatsApp e Facebook Messenger, in primis): gia oggi contano 2,5 miliardi di utenti, ma entro il 2018 arriveranno ad averne addirittura 3,6 (il 25% di utenti in più dei social media). I brand dovranno trovare un modo di approcciarsi a queste piattaforme, senza risultare troppo invasivi: qualcosa si sta gia muovendo anche in questo ambito (ad esempio, emoji di marca) ma siamo ancora agli albori.

Un altro trend da seguire molto attentamente è che i social network stanno diventando dei sistemi sempre più chiusi, da cui si può uscire ma che non si possono mai effettivamente lasciare. La conseguenza è molto profonda per i brand, che dovranno ottimizzare i propri sforzi per raggiungere i risultati di marketing all’interno della piattaforma stessa, più che spingere ai click con le call to action.

Infine, sta diventando sempre meno efficace postare i propri video su YouTube e poi condividerli sui social network cosi come sono. I video che ottengono efficaci risultati di marketing sono sempre piu quelli, se non specificatamente ideati per la piattaforma social, quantomeno ottimizzati in base alle caratteristiche del canale e, soprattutto, al tipo di fruizione dei suoi utenti.

Ok, si parla di USA, ma poi arrivano anche da noi (e qualcosa già arrivato)… e cmq sempre utile in ogni campo avere una visione delle probabili evoluzioni, anche mentre ci si concentra sulla situazione attuale: insomma il classico “un colpo al cerchio e uno alla botte”…

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