Troppo facile dire PACK

Nel nostro mestiere troppe volte abbiamo sentito dirci: “Ma sì: tira via qui, sposta là, cosa ci vuole?” etc. etc. Fosse così, non mi sarei innamorato del mio lavoro. Oggi fare graphic design significa anche riuscire ad apprendere in breve tempo il linguaggio AZIENDA-CLIENTE per poter coinvolgere le parti in brain-storming proficui.

Per esempio, per progettare la grafica di un pack bisogna sapere come si comporta il consumatore o il compratore (c’è una sostanziale differenza fra i due, che spiegherò più avanti) davanti allo scaffale della GDO. Questo fa parte del progetto da realizzare quando il cliente ti chiede: “FAMMI UN PACK”. Così come fare riunioni su riunioni, andare a vedere gli scaffali in GDO, verificare quali sono le quote di mercato, studiare e analizzare il perché di alcune strategie che i competitor hanno attuato, comparandole con quello che stai progettando, e molto altro. La sostanziale differenza fra Consumatore e Compratore è semplice: pensate ad una casalinga al supermercato, che viaggia fra gli scaffali con il suo carrello. La signora ha in mente una cosa sola: fare la spesa per la sua famiglia e accontentare i figli e il marito (ovviamente, se avete un maggiordomo oppure una badante, toccherà a lui/lei). La casalinga sa che se deve fare il ragù ha bisogno del necessario per il soffritto, della macinata e di tutti gli ingredienti che lei e solo lei sa: quindi, compra quello che aggrada a lei per realizzare un sugo perfetto. In questo caso, la casalinga è sia compratore che consumatore. Se invece deve accontentare la famiglia oppure compra per altri, lei è il compratore ma il consumatore è un altro. Quindi se la mamma deve comprare il grana che lei non mangia, non acquisterà il prodotto che più le piace ma prenderà quello che, nella sua short list cerebrale, aggrada di più alla famiglia. A questo punto, però, il motivo per cui la compratrice sceglie un prodotto piuttosto che un altro non è dovuto solo dal pack a scaffale, ma anche dalla marca e quindi dalla brand identity del prodotto o dalla corporate image dell’azienda che lo commercializza.

Per concludere, evidenziamo un altro importante aspetto tra i molteplici di cui deve tener conto chi si occupa professionalmente di packaging design. Fare un pack in realtà non significa progettare la grafica, ma il contenitore: definire le forme e i materiali, prototipare (mock-up) e disegnare le fustelle. La grafica viene dopo e, dato che spesso il graphic designer deve abbigliare un contenitore esistente di cui si è occupata l’azienda, la sua creatività è limitata dai “paletti” imposti dalla forma della confezione. La progettazione grafica, inoltre, deve adattarsi, per esempio, alle caratteristiche del materiale di stampa e agli obblighi informativi che le normative impongono per i packaging.

Se pensate che il “… MA SI’: COSA CI VUOLE?” sia ancora adatto, vorrà dire che siete o sarete dei maghi del pack.

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