Il metodo “AIDA” vale sempre?

Una delle “regole storiche” della pubblicità consigliava di seguire il cosiddetto metodo AIDA, un acronimo che sta per Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione. Ogni parola rappresenta un passo che il target deve compiere in successione per essere condotto all’azione finale (es: “compra” o “ricordati del brand”), determinando il successo della pubblicità.

Il primo obiettivo dell’AIDA è quindi catturare l’Attenzione della più ampia fetta possibile del target; poi, bisogna accendere l’Interesse di chi è stato catturato. Il passo successivo è creare un Desiderio (verso l’oggetto del messaggio pubblicitario) nel maggior numero possibile degli interessati e, infine, indurre all’Azione che la pubblicità si è prefissata.

Questo modello, diventato popolare dagli anni ’60, è stato presentato oltre 100 anni fa e oggi viene da alcuni ritenuto superato o comunque semplicistico. Noi riteniamo che, con i dovuti adattamenti ed arricchimenti, rappresenti sempre una traccia da tenere a mente quando si progetta una comunicazione pubblicitaria, non solo le classiche inserzioni cartacee. D’altronde, il moderno “funnel” (imbuto) di marketing si basa sullo stesso concetto che una percentuale via via minore di chi è esposto alla comunicazione pubblicitaria passa in diversi step e alla fine compie l’azione/obiettivo. E non a caso uno degli elementi più significativi di alcuni strumenti di marketing viene chiamato “call to action”.

Iscriviti alla Newsletter

Torna su